fonte: ACQUASPECIALIST - Sito del gruppo FLUIDRA COMMERCIALE ITALIA SPA

Una piscina è un'oasi di relax, come tale viene concepita e non è ammissibile che per incuranza o per disattenzioni essa divenga una fonte di stress. Pochi semplici passi e pochi controlli fatti in modo intelligente e con regolare frequenza vi faranno godere il meglio della vostra piscina.

Chiunque abbia a che fare con una piscina dovrebbe leggere questa guida per comprendere i meccanismi che ci sono dietro la disinfezione. Perderete 10 minuti del vostro prezioso tempo ma vi assicuro che risparmierete un bel pò di soldi e soprattutto eviterete tanto stress dovuto al mancato utilizzo della vostra piscina... i nostri tecnici sono a vostra disposizione per aiutarvi nella scelta dei prodotti giusti per ottenere il miglior risultato possibile: acqua trasparente e risparmio!

IGIENIZZAZIONE DELLA PISCINA

Per igienizzazione si tratta della riduzione del numero di microorganismi patogeni e non patogeni presenti nell’acqua, fino a quantità che non  presentano rischi per la salute umana.

Il corretto dosaggio di prodotto è importante per minimizzare il rischio microbiologico senza un eccessivo aumento del rischio da sottoprodotti; il dosaggio ottimale è in funzione di un punto di compromesso tra i due.

Il disinfettante più utilizzato e l’unico permesso dalla normativa per le piscine pubbliche è il cloro, presente in varie forme, ma avente sempre come principio attivo l’acido ipocloroso.

igienizzazione

CLORO

Qual’è la quantità di cloro richiesta da una piscina?

La quantità di cloro necessaria per un trattamento ottimale di igienizzazione è variabile in funzione di numerosi parametri (numero di bagnanti, temperatura, esposizione al sole o alle intemperie, caratteristiche dell’acqua di reintegro ecc…), ma è possibile effettuare una stima media del cloro necessario.

mediamente la richiesta di cloro in una piscina è dato da:

1 grammo/giorno per metro cubo d’acqua – 10 grammi per ogni bagnante che nella giornata entra in piscina.

Esempio:

Cloro necessario per una piscina di 250 m 3 con la frequentazione giornaliera di 120 bagnanti.

Cloro necessario giornalmente:

250 g/giorno + 10 g/bagnante x 120 bagnanti/giorno = 250 + 1200 g/giorno = 1450 g/giorno

Come si può vedere, quando i bagnanti sono numerosi, il loro numero risulta determinante per valutare la richiesta di cloro della piscina in esame.

Vantaggi

  • Inattiva la forma efficace di un ampio spettro di batteri patogeni normalmente presenti in acqua
  • Lascia un residuo in acqua facilmente misurabile e controllabile
  • E‘ economico
  • E‘ un prodotto utilizzato positivamente da molti anni nel trattamento delle acque (anche tenendo conto dei rischi associati alla sua manipolazione continua a possedere un rapporto di sicurezza eccellente

Svantaggi

  • Forma prodotti alogenati, come clorofenoli e similari
  • E‘ meno efficace a pH elevati
  • Forma prodotti ossigenati biodegradabili che possono favorire la crescita biologica se non si mantiene ottimale la concentrazione del cloro residuo
  • Forma clorammine

Cloro organico

  • Acido Tricloroisocianurico (Tricloro / Sincloseno) – per mantenimenoto, generalmente in pastiglie a lento dissoluzione per skimmer o dosatori a lambimento
  • Dicloroisocianurato sodico (Dicloro / Trocloseno sodico) – granulare, per trattamenti shock

Cloro inorganico

  • Ipoclorito di sodio (liquido) – da dosare con pompe dosatrici
  • Ipoclorito di calcio (solido) – per trattamenti shock o da dosare con pooltank

Il cloro attivo (HClO) si degrada per effetto della radiazione U.V. (sole).

Per minimizzare questo effetto si impiega uno stabilizzante di cloro l’ACIDO CIANURICO. cloro-organico

L’acido cianurico stabilizza il cloro, la sua concentrazione ideale è di 30/40 ppm.

Nelle piscine pubbliche il limite di concentrazione è di 75 ppm in quanto a concentrazioni più elevate blocca l’effetto del cloro inibendo la disinfezione.

L’acido cianurico è contenuto nel cloro organico, mentre è assente dal cloro inorganico.

cloro organico

Cloro residuo libero

E’ il cloro presente in forma di disinfettante Acido ipocloroso (HClO) e/o sotto forma di ione ipoclorito (ClO-). Si determina mediante il test DPD-1.

Cloro residuo combinato

Costituito dalle “clorammine” formate dalla reazione tra cloro libero ed ammonica o residui azotati. Irrita gli occhi, le mucose e causa il tipico “odore di cloro”. Ha un potere disinfettante molto basso.

Cloro residuo totale

E’ la somma del cloro residuo libero e del cloro residuo combinato. Si determina mediante il test DPD-1 + DPD-3

BROMO

Vantaggi

  • Buona disinfezione a pH alti.
  • La sua efficacia non si riduce con la presenza di composti azotati.
  • Si riduce l’irritazione agli occhi ed alle mucose.
  • Non produce odori sgradevoli (se non a concentrazioni molto elevate).
  • Le bromammine possiedono potere disinfettante al contrario delle clorammine.
  • Le bromammine non sono persistenti come le rispettive clorammine.

Svantaggi

  • Si può utilizzare solo attraverso un dosatore a lambimento (non si può dosare negli skimmers).
  • Si tratta di un prodotto organico non stabilizzato.
  • Costo più elevato.

OSSIGENO

Il trattamento con ossigeno è nettamente più blando di quello effettuato tramite cloro o bromo, è consigliato per piscine (solo private) che vengono seguite in modo molto meticoloso ed accurato.

Esistono due forme di trattamento ad ossigeno:

  • Ossigeno solido (persolfato): viene eseguito il trattamento mediamente 1-2 volte la settimana dosando la quantità necessaria di prodotto, tra un dosaggio ed il successivo l’igienizzazione deve essere mantenuta con l’utilizzo di un antialga specifico per ossigeno.

  • Ossigeno liquido (acqua ossigenata): viene dosato in modo costante un prodotto a base di acqua ossigenata per  mantenerne la concentrazione a circa 20 ppm, un antialga specifico ne completa l’effetto. L’abbinamento di un sistema U.V. all’acqua ossigenata ne aumenta notevolmente l’efficacia a causa dell’attivazione del radicale idrossilico.

CLORO

IL SISTEMA DI TRATTAMENTO PIÙ USATO PER LA DISINFEZIONE DELL’ACQUA DELLE PISCINE

Cos’è?

Il cloro è il prodotto igienizzante più diffuso per il trattamento dell’acqua.

E’ presente sul mercato in varie forme, ma il principio attivo è sempre l’acido ipocloroso (se si escludono i trattamenti a biossido di cloro utilizzati nel campo dell’acqua potabile).

Possiamo distinguere tra due categorie principali:

  1. INORGANICO: ipoclorito di sodio ed ipoclorito di calcio
  2. ORGANICO: dicloroisocianurato, acido tricloroisocianurico, più semplicemente chiamati dicloro e tricloro

Cloro inorganico

E’ costituito da sali dell’acido ipocloroso che, sciolti in acqua, ricostituiscono l’acido ipocloroso stesso a percentuali diverse in funzione del pH.

  • L’Ipoclorito di sodio è commercializzato come soluzione al 14/15% all’origine, la forma più economica di cloro ma anche la più soggetta a degradazione. Richiede spazio per lo stoccaggio che deve essere in luoghi riparati dal sole ed a temperatura bassa. Per l’utilizzo è necessario utilizzare una pompa di dosaggio.
  • L’ipoclorito di calcio è commercializzato in forma granulare o pastiglie, è un prodotto a rapida solubilità con un contenuto di cloro attivo intorno al 65-70 % e richiede quindi meno spazio per l’immagazzinamento. E’ stabile purché lontano da fonti di umidità. Presenta il grosso inconveniente di aumentare la durezza dell’acqua e pertanto è utilizzato solo in piscine con ricambi d’acque notevoli.

Cloro organico

E’ costituito da una molecola di acido cianurico alla quale sono legati due o tre atomi di cloro (da qui il nome di dicloro e tricloro) che lo rende stabile all’azione dei raggi UV del sole. Sciolto in acqua porta alla formazione di acido ipocloroso con percentuali dipendenti dal pH.

  • Il dicloro ha un contenuto di cloro utile del 55/56%, presente quasi esclusivamente in forma granulare è utilizzato per la sua rapida ed elevata solubilità per tutti i trattamenti che richiedono un innalzamento rapido della concentrazione di cloro, viene chiamato anche cloro shock.
  • Il tricloro ha un contenuto di cloro utile del 90%, è un prodotto a lenta solubilità e si utilizza questa sua caratteristica per la produzione di pastiglie a lenta cessione che permettono, utilizzate negli skimmer o in appositi dosatori a lambimento, un mantenimento dei livelli di cloro per più giorni.

Il cloro, o meglio l’acido ipocloroso, ha un’azione disinfettante ed ossidante sull’acqua della piscina e reagendo con microorganismi e sostanze organiche si trasforma in cloruro, forma chimicamente inattiva.

Quando invece si lega con l’azoto proveniente da sostanze organiche, forma una serie di sostanze chiamate clorammine (o cloro combinato), queste sostanze sono irritanti per occhi e mucose e presentano un odore fastidioso e pungente che spesso viene scambiato per eccesso di cloro.

Nelle piscine pubbliche la concentrazione per il cloro libero deve essere compresa tra 0,7 ed 1,5 ppm (mg/l), mentre per il cloro combinato il limite massimo è di 0,4 ppm.